Il giorno 29 giugno 2025 si sono conclusi i giochi della gioventù a S. Felice a Cancello, presso l’oratorio del Padre Barnabiti. La struttura accoglie le spoglie del Venerabile Vittorio De Marino.
I giorni dal 23 al 29 sono stati intensi nelle varie discipline e la presenza dei concorrenti ha fatto che siano stati da molte persone e familiari inoltre la cittadinanza è stata presente e molte accogliente con i concorrenti.
Le discipline sono state:
In quegli anni si dedicò ad una intensa opera benefica aiutando e curando gli umili ed i poveri del quartiere napoletano in cui abitava; nell’ambulatorio parrocchiale e nelle loro case, sia nel suo studio, sia in ospedale; si sacrificò fino all’inverosimile per loro, portava egli stesso le medicine e dove era necessario, lasciava di nascosto i soldi per comprarle, accompagnando il tutto da un conquistante sorriso.
Dopo la morte della sorella, nel 1910 il dott. De Marino entrò a 47 anni nel noviziato dei padri Barnabiti a S. Felice a Cancello (Caserta), professando qui i voti religiosi. Le virtù dimostrate come dottore e benefattore del popolo, divennero l’ammirazione e l’esempio per i suoi confratelli; venne ordinato sacerdote a Roma nel 1913.
Il suo primo campo di ministero sacerdotale fu proprio S. Felice a Cancello, con missioni predicate al popolo, ritiri per il clero e le suore locali e tanto tempo trascorso al confessionale.
Nel 1916 fu nominato superiore, poi la casa venne requisita ed occupata dai soldati, impegnati nella Prima Guerra Mondiale, intanto il paese era rimasto senza assistenza medica; padre Vittorio Maria De Marino tornò a mettersi al servizio di tutti anche come medico, sia in paese che nelle campagne, di giorno e di notte, specialmente durante la famigerata epidemia detta “spagnola” che fece tantissime vittime in quegli anni.
Ma il suo destino non era quello di rimanere a S. Felice, nel 1922 fu nominato rettore della nuova Scuola Apostolica dei Barnabiti ad Arpino; nel 1924 divenne superiore della Casa di S. Maria di Caravaggio, posta nel centro di Napoli, in Piazza Dante.
In seguito, sempre docile, disponibile, sereno, paziente ed instancabile, fu di nuovo a S. Felice a Cancello, ad Arpino e Napoli con la predicazione e con l’apostolato delle confessioni.
Morì a Napoli nel Collegio Bianchi, benedetto e stimato come un santo il 16 luglio 1929; nel 1954 il suo corpo venne trasferito nella chiesa barnabita di S. Felice a Cancello e nello stesso anno vennero iniziati i processi per la sua beatificazione.
Il 12 dicembre 1992 è stato dichiarato venerabile da Papa Giovanni Paolo II.
